PIAZZA DI SPAGNA – TRINITA’ DEI MONTI

piazza di spagna

Piazza di Spagna

Da via del Babuino a via Frattina, l’elegante Piazza di Spagna gode da secoli di un suo speciale primato come centro internazionale della città.

Il pittoresco aspetto dell’insieme asimmetrico, ma colmo di fascino, la grazia della celebre scalinata, il chioccolare della fontana berniniana, l’alto fusto della colonna sacra dell’Immacolata, il severo prospetto del palazzo di Propaganda, l’intenso movimento cittadino, tutto contribuisce a far sì che la piazza segni per il turista un ricordo vivo e incancellabile, e per ogni romano un angolo dove andare a fare due passi.

Centro romantico della Roma ottocentesca, è lunga 270 metri e deve il suo nome al Palazzo di Spagna, residenza dell’ambasciata spagnola presso la Santa Sede, dal XVII secolo.

Da piazza di Spagna parte una delle scalinate più famose al mondo, Trinità dei Monti, completata da Francesco De Sanctis nel 1726 per sostituire gli scoscesi sentieri erbosi che coprivano il pendio del Pincio.

Opera scenografica settecentesca di grande respiro, si articola in una successione di rampe di 12 scalini ciascuna (in totale 138), in un gioco armonioso di restringimenti e divisioni in branche con andamento rettilineo e poligonale.

La scalinata in travertino finisce sulla piazza omonima, dalla cui balaustra si gode un bellissimo panorama su piazza di Spagna e sulla città.

Piazza di Spagna fin dalle origini è sempre stata il simbolo del lusso e dell’esclusività, con prezzi più alti rispetto a qualsiasi altro luogo della città.

Ciò ha comportato l’afflusso nel corso dei secoli di personaggi danarosi, quali prelati, nobili, diplomatici e in generale viaggiatori stranieri alla ricerca di dipinti e antichità da riportare in patria.

Non a caso, quindi, qui e nelle strade limitrofe sorsero numerosi negozi di antiquariato, che fecero aumentare ulteriormente il richiamo intellettuale della piazza, sopratutto durante l’epoca romantica.

‘Nulla di simile esiste altrove’, scriveva Stendhal nel primo Novecento.

Al numero 26, vi è la Keats-Sheley Memorial House, dove abitò Keats, il poeta inglese che qui soggiornò fra l’autunno 1820 e l’inverno 1821.

Si racconta che dalla finestra gettasse ogni tanto gli spaghetti che gli portavano, piatto certo non molto adatto alle sue cagionevoli condizioni di salute.

Anche il Casanova alloggiò nella famosa piazza di Spagna, per l’esattezza presso l’Ambasciata di Spagna, nel 1748, durante il suo primo soggiorno a Roma.

Realizzata da Antonio Del Grande, l’ambasciata ha una severa facciata con portali legati da un unico bugnato.

Nel mezzo di piazza di Spagna, quasi ai piedi della scenografica scalinata della Trinità dei Monti, sorge la fontana della Barcaccia, esempio barocco di gradevole impatto.

Le api e i soli che la decorano sono il simbolo della famiglia di Urbano VIII Barberini, che ne ordinò la realizzazione.

La colonna della piazza fu innalzata l’8 dicembre 1856 per celebrare la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione.

Per la verità a Roma si vociferava che il dogma fosse stato proclamato per dare una destinazione alla bellissima colonna di cipollino, da gran tempo giacente, inutilizzata, in Quirinale.