PIAZZA DEL POPOLO – IL CUORE DI ROMA

piazza del popolo

Piazza del Popolo

Piazza del Popolo, situata là dove il colle Pincio maggiormente s’approssima al Tevere, ha sempre rivestito una speciale importanza urbanistica e sociale, ma sopratutto ha saputo fondere in un tutto armonioso stili diversi.

Infatti, anche se al primo sguardo risulta un insieme unico di grande impatto stilistico, piazza del Popolo in realtà, deve la sua architettura attuale ad una serie di trasformazioni ed interventi durati trecento anni.

Prima che il Valadier provvedesse con il suo genio alla sistemazione dell’insieme, piazza del Popolo aveva da un lato granai e fienili, mentre dall’altro lato vi sorgeva una vigna dei frati Agostiniani.

In fondo, dove poi fu eretta la chiesa di S. Maria dei Miracoli si notava una gran tomba piramidale che si diceva comunemente la ‘Meta’.

Allorquando un’antica ara votiva, consistente in un oratorio o cappella, fu trasformata in chiesa a spese del Popolo Romano, prese il nome di Santa Maria del Popolo e tale denominazione ebbe a lungo anche la piazza.

In seguito si disse semplicemente del Popolo.

In quest’angolo della piazza avevano luogo atroci esecuzioni pubbliche, come quella di un’intera combriccola di briganti uccisi a colpi di mazza.

Il lato da cui partono tre delle strade più famose e note di Roma, via del Babuino, via del Corso, e via di Ripetta, fu completato nel XVI secolo, mentre nel secolo successivo Bernini ricostruì la porta (le due aperture laterali sono state aggiunte nell’Ottocento), in occasione della venuta a Roma della regina Cristina di Svezia convertita al cattolicesimo nel 1655.

L’iscrizione ‘Felici faustoque ingressui MDCLV’ si riferisce appunto all’ingresso di Cristina.

La porta originariamente si chiamava porta Flaminia ed era posta al termine del tratto urbano della via Flaminia.

Denominata nel X secolo Porta S. Valentino fu detta poi ‘del Popolo‘ in seguito alla costruzione della chiesa di S. Maria del Popolo.

La facciata esterna voluta da Pio IV, fu eretta fra il 1562 e il 1565 da Nanni di Baccio Bigio, uno dei più aspri critici e concorrenti di Michelangelo; sulla sommità dell’arco fra due coppie di colonne antiche su alto basamento, si possono notare le statue di S. Pietro e Paolo, oltre allo stemma papale fra due cornucopie.

I molti stemmi papali presenti un pò ovunque a Roma sono la testimonianza del fatto, che prima del passaggio della città all’Italia nel 1870, la manutenzione, lo sviluppo e l’abbellimento delle strade e delle piazze erano un’esclusiva personale dei papi.

Alcuni di essi hanno lasciato opere grandiose, che ancora oggi non cessano di suscitare ammirazione ed emozione.

Nell’insieme il disegno di piazza del Popolo fu completato all’inizio del secolo scorso, secondo il gusto neoclassico dell’epoca.

Fu proprio l’architetto Giuseppe Valadier coadiuvato da alcuni colleghi francesi, arrivati in città al seguito di Napoleone, ad aggiungere alla piazza le fontane e le statue dell’obelisco, oltre alle rampe di sfondo che portano al Pincio.

Anche i due bassi fabbricati simmetrici che mascherano sulla sinistra la Caserma G. Acqua e sulla destra il fianco di Santa Maria del Popolo, sono opera sua.