BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE

Basilica di Santa Maria Maggiore
La Basilica di Santa Maria Maggiore è una delle basiliche patriarcali di Roma, costruita dal papa Liberio nel luogo indicatogli da una miracolosa visione di una nevicata estiva.
La facciata è settecentesca.
Pregevolissimi e antichi (sec. V) i 36 riquadri a mosaico dell’arco trionfale.
La basilica di Santa Maria Maggiore è l’unica delle quattro basiliche maggiori ad aver conservato la struttura paleocristiana.
Fondata nel V secolo, vi si lavorò fino al 1750 (facciata del Fuga); furono realizzati mosaici in facciata e nell’interno (le stupende Storie di Gesù, Vite di Profeti e quello absidale dell’Incoronazione della Vergine, di Jacopo Torriti, del 1295).
Altri artisti collaborarono allo splendore della Basilica mariana, oltre a F. Fuga: Domenico Fontana (Cappella Sistina), Arnolfo di Cambio (gruppo di statue del presepio nella stessa cappella), G. Cosma, F. Ponzio (Cappella Paolina, 1611), G. Reni (affreschi nella stessa), G. della Porta (Cappella Sforza, 1573).
Notevoli il movimento cosmatesco, il soffitto ligneo del ’500 e gli altri tesori d’arte che vi sono custoditi.
Bello il prospetto posteriore (piazza dell’Esquilino), con una scenografica gradinata, opera di F. Ponzio e C. Rinaldi).
Ferdinando Fuga intervenne sulla facciata nel 1741-43 dalla quale spunta un campanile romanico, inoltre sovrappose al portico architravato una loggia a tre arcate, appoggiata all’antico prospetto da cui spuntano due mosaici di Filippo Rusuti (fine del XIII secolo).
Fuga intervenne pure sull’interno, limitandosi a mascherare irregolarità e asimmetrie.
A dividere le tre navate provvedono le 36 colonne monolitiche, che sostengono la trabeazione formata da un fregio mosaico del V secolo; La doratura del bel soffitto a cassettoni, è attribuita ad Antonio da Sangallo.
Lungo i muri laterali della navata mediana della basilica di Santa Maria Maggiore, i 36 riquadri a mosaico risalenti a Sisto III ma restaurati nel 1953, sono un raro documento dell’arte del basso Impero romano; coevo a questo è il mosaico nell’arco trionfale.
La Confessione (1862-64) custodisce in un’urna d’argento di Luigi Valadier le reliquie della culla di Betlemme.
E’ opera di Jacopo Torriti il mosaico nell’abside, che rappresenta l’Incoronazione di Maria tra il cardinale Giacomo Colonna, Niccolò IV (tra due schiere di angeli), Giovanni Battista, i Ss. Pietro, Paolo, Francesco, Jacopo e Antonio.
Nel 1931 è stato riportato alla luce il transetto di Niccolò IV, con affreschi di profeti di Pietro Cavallini, Cimabue o Giotto giovane.
Sono invece ritenuti di Piero della Francesca i dipinti nella volta della Cappella dei Ss. Michele e Pietro in Vincoli, cui si accede dalla navata destra attraverso il battistero.
Ma in questa parte della basilica di Santa Maria Maggiore l’occhio è subito attirato dalla Cappella Sistina di Domenico Fontana, ovviamente su commissione di Sisto V, con pianta a croce greca, chiusa da una cupola; i marmi romani che la rivestono provengono in parte dal Settizodio, posti sotto la Domus severiana sul palatino, sebbene di Fontana siano i monumenti di Sisto V e di Pio V.
Una scala in corrispondenza del ciborio scende all’oratorio del presepio, antica cappella rinnovata da Arnolfo di Cambio.
Nel pavimento della cappella attigua alla Sistina si trova la pietra sepolcrale della famiglia Bernini, mentre in fondo la tomba del cardinale Consalvo Rodriguez di Giovanni di Cosma.
La Cappella Paolina o Borghese è di Flaminio Ponzio, il quale ha realizzato anche i sepolcri di Clemente VIII e Paolo V.
Fu Michelangelo a disegnare la Cappella Sforza, poi realizzata da Tiberio Calcagni e Giacomo della Porta (1564-73).
Presentano lo stile di Giovanni Dalmata i sepolcri dei cardinali Filippo ed Eustachio de Levis, sopra la parte interna della Porta Santa.
La basilica di Santa Maria Maggiore è situata a pochi minuti a piedi dalla Stazione Termini.


